martedì 2 dicembre 2014

Dove

Dove?
Lasciare tracce nere dietro le spalle, fare camminate storte che non portano mai altrove piuttosto ti trovi fermo alla stessa fermata del bus per tanti anni. Ti specchi e non vedi che stampelle appese. Hai smesso di zoppicare salendo e scendendo da quel passaggio buio e sotterraneo che sono i giorni trascorsi.
Quando è questo l'umore che senti setacci le pagine alla ricerca di pezzi scoprendo tra una riga e l'altra che non è stato tutto vano, che le stagioni si sono alternate per sbocciare in una timida estate perpetua e senza colori sbiaditi dalla pioggia. Che nel frattempo hai raccolto e lasciato ma quello che hai è prezioso come il disegno  che ti ha regalato quel bimbo.

mercoledì 26 novembre 2014

Glory

Starlet_eyes Photography
Ed è nel parallelismo delle rotaie, che seguono quell'utopica idea di infinito, dove l'uomo, geneticamente programmato alla scoperta, ritrova una sfumatura di emozione, a tratti devastante, quell'emozione innegabile ed impagabile, ennesima reazione chimica, stimolazione dell'anima...ennesima sensazione di infinito, ennesima falsa speranza...ogni falsa speranza crea aspettativa...davanti all'aspettativa l'homo habilis creò la luce...davanti all'aspettativa non esistono limiti...come un treno in corsa...l'essere umano, raggiunge sempre la prossima stazione...l'ennesima fermata che...del resto...è sempre e solo un nuovo inizio.

Glory - Radical Face

venerdì 21 novembre 2014

Tisane alla cannella

Starlet_eyes Photography
Le tre del mattino, notte fonda.
Dentro quella stanza una luce flebile cerca di farsi strada avvolta da una nuvola di vapore, il ticchettio vivace di gocce l'unico rumore.
Lei lì, seduta sotto lo scroscio bollente che cade sul suo viso mescolandosi a gocce di salsedine e che continua poi sulle sue spalle provando ad allontanare la tensione dal suo corpo. Le ginocchia raccolte al petto strette tra le sue braccia... come ad abbracciare lui.

E' di corsa, saluta un'amica. L'incontro. Il saluto. Scende le scale e il telefono suona.

- Perchè te ne sei andata via così ?

lunedì 17 novembre 2014

Notte sbagliata

Foto di NaiMarta
Un buio così non l’aveva mai visto prima. Una notte liquida, flessuosa come una musica che scivola via tra i vicoli stretti della città vecchia.

Solo che non era notte. 
Non lo era affatto, era mezzogiorno passato.

Quella mattina il sole non si era alzato.

Nessun chiarore che anticipa l’alba, niente fuochi fatui all’orizzonte. Solo quelle stupide insegne al neon, violente come grandine. 

Si guardò intorno con l’aria di chi torna da un lungo viaggio e vide che nessuno oltre a lei sembrava fare caso a quella notte sbagliata. Sospetto, paura. Certezza.

mercoledì 1 ottobre 2014

Vertigine incontrollabile

Foto di NaiMarta
Non voltarti. Corri e non voltarti. Piu’ veloce, piu’ lontano.

La coscienza resta immobile in paziente attesa che lui, come Ulisse, termini il periplo della sua stessa mente scossa dai singhiozzi di un pianto muto.
Dall’alto il senso del dovere lo osserva silenzioso e incombente; lui lo fiuta, ne sente l’odore e impotente al cospetto del suo potere, lo lascia fare.

Non rallentare. Tieni il passo, altrimenti ti prenderanno.

sabato 20 settembre 2014

Sono figo, per mia nonna.


E così, questo è quello che mangio a colazione. 
Io, Davide.


Immagino non v'interessi per niente. Be', allora ho raggiunto il mio scopo.

Oggi ho voglia di fare così, di sbattervi in faccia quello che non v'interessa. 
E sapete perché?

Perché sono stufo d'impegnarmi per sembrare una persona piacevole che ha sempre qualcosa di interessante da dire. Mi sono rotto i cosìddetti di inventarmi (o copiare spudoratamente) frasi pseudo-filosofiche da postare su Twitter, di spaccarmi le braccia per trovare un'inquadratura che mi faccia sembrare più bello nel selfie da mettere su Tumblr, di selezionare i video di YouTube che mi faranno guadagnare più mipiace su Facebook. 

lunedì 8 settembre 2014

Gli eroi sono invisibili

Foto di Giardino Zen
"Ho degli eroi, ma non sono persone di cui la gente conosce i nomi".

Questo era il titolo del tema che stringevo in mano. Una paginetta scritta da un bambino di quarta elementare, lo stesso bambino che ora è in cima alla Tour Eiffel.

Guardo il buio che mi circonda, alzo lo sguardo al cielo e lo affondo nell'oscurità che segna lo spazio senza fine fra una stella e l'altra. In basso, Parigi cerca di splendere più della luna.

"I miei eroi non sono quelli belli e famosi che piacciono a tutti".

Tutte quelle luci fuse insieme, così vicine che non le distinguo le une dalle altre.

mercoledì 3 settembre 2014

Lande desolate

Foto di Nena 
Il mio è un cuore arido,
reso sterile dai numerosi aborti
che la vita mi ha presentato.
Vi è ormai posto solo per qualche
cespuglio che si accontenta del poco che ho da offrire, per il resto, il nulla!

Rimane una landa desolata.

Certo come ogni landa deserta, ha il suo fascino,
ma è un fascino transitorio,
un fascino per chi passa di lì, si ferma, osserva e riparte,
già, perché la sua meta è altrove
e li non ci si ferma per restare.

lunedì 25 agosto 2014

Il presente

Foto di Bens
Stanchi. Lo eravamo tutti e tre, mentre guardavamo il sole salire dal mare.

- Che casino abbiamo fatto. Tutti e tre bocciati. Certo che potevamo impegnarci di più, eh? - dice Massimo. Che perla. Di solito la gente fa buoni propositi e poi non li rispetta, ma per lui è il contrario. Prima non li rispetta e poi li fa.

- Certo che potevamo impegnarci di più. Però mica l'abbiamo fatto. E tu sei il peggiore dei tre - gli rispondo. 


- Scusa Massi, ma proprio adesso che ci stavamo rilassando devi saltar fuori con le riflessioni sui nostri fallimenti?

lunedì 28 luglio 2014

Il tempo (s)fugge

Foto di Nena

Ieri, oggi, domani. 
Si potrebbe vivere come se il tempo non passasse. 


Ogni giorno potrebbe essere identico a quello precedente.

Alla fine è una mera condizione mentale.

Si è vero le lancette degli orologi camminano, e anche in fretta, ma siamo noi a consentire al tempo di renderci schiavi.

Vorrei vivere come vivevano una volta, con il ritmo della terra e del sole, quando le note della giornata erano scandite dal cinguettio degli uccellini, dal sorgere del sole, e la sveglia era un gallo in cortile che cantava.

mercoledì 23 luglio 2014

La Francese che tatuava i gatti

"Reina"
Acrilici su tela, 90 x 120 cm
di Cheris Macaranas
25, Rue de Nevers. 

Cinquanta metri scarsi, alle pareti cemento grezzo e una foto di Kanako Sasaki; nessun mobile tranne una libreria bianca e uno sgabello.

E poi c’era la Francese;
la Francese che tatuava i gatti. 

Entravano code arruffate e uscivano scarni serpenti dalle scaglie cangianti; innocui siamesi venivano trasformati in tigri e sinuosi certosini diventavano mute dichiarazioni d’amore. 

I love Adeline e un cuore old school tra le scapole; queste erano le immagini che si vedevano sfilare sui tetti dei palazzi di Rue Dauphine.

La Francese non riusciva a contenere tutto. Troppi pensieri, troppe voci, troppo amore; non aveva piu’ un centimetro vuoto nell’anima. 

Per non esplodere scagliando lontano i vermigli frammenti delle sue conversazioni solitarie, si concentrava sui gatti. 

venerdì 11 luglio 2014

Un'impronta lieve sulla terra

Starlet_eyes Photography
Il sole di mezzogiorno era caldo. Alto e potente. E quando non soffiava il vento, sentiva la pelle bagnarsi di sudore. Era un maestrale discontinuo quello che la asciugava di tanto in tanto, fresco e fatto di piccole raffiche che crescevano progressivamente. Continuava a camminare, mentre ascoltava solo il forte rumore dei passi sullo sterrato. 

Ogni passo lasciava un'impronta lieve, sulla terra. Un muretto alto circa un metro alla sua sinistra, decorato da una bouganville fiorita e piena di vita ed enormi piante di fichi d'india, di primo piano ad una campagna dal colore dell'oro, profumavano l'aria tutto intorno. Era un ossigeno denso quello che le entrava dal naso. E le riempiva le vene. E l'anima.  

mercoledì 9 luglio 2014

La vita è una segretaria

Foto di Bens
Entro in auto sbattendo la portiera e getto sul sedile del passeggero il cartello con la scritta: "ABBRACCI GRATIS". Infilo le chiavi, ma mi concedo un secondo prima di mettere in moto. Appoggio la testa sullo schienale e guardo in alto, trovandomi a fissare l'interno grigio della macchina. Bella alternativa moderna al cielo stellato. 

Oggi ho dato una trentina di abbracci a gente che non conoscevo nemmeno. L'ho fatto per volontariato. Sì, volontariato per la mia anima, visto che fra tutte quelle che ho incontrato la persona più bisognosa d'affetto sono io. 

giovedì 3 luglio 2014

La verità viene a trovarmi

Disegno di Giardino Zen

Tutte le mie ex pensano che io abbia un passato drammatico da cui scappare. No.

Come tutti ho un passato, ma mi concentro sul presente e sul futuro. 
E' vero, passo da una all'altra e per me avere una relazione significa andare ad abitare in una casa tenendo sempre le valigie pronte in mano. Ma non per questo la mia infanzia è stata uno schifo, mia madre è un mostro e i miei sono separati. Anzi, al contrario. 
Però ogni tanto ci tengo a giocare con le ragazze, a stare con più di una nello stesso periodo, addirittura la stessa sera. 

venerdì 27 giugno 2014

Nessuna possibilità

Disegno di Giardino Zen
Nessuna possibilità.

É questo quello che mi hanno detto. 

Spiacente bello mio, ma non c'è nessuna possibilità che quest'azienda assuma un ex carcerato. Un avanzo di galera insomma, non so se mi spiego.

Ah, quindi è questo che sono. Un avanzo. A questo mondo sono di troppo e oggi me l'hanno bellamente comunicato. Con un tono dispregiativo poi. Bello mio.

Ho lasciato la mia dignità in carcere, forse? 

mercoledì 25 giugno 2014

I semi del dubbio

Starlet_eyes Photography
Intrappolata sotto tonnellate di macerie. Oppressa dal peso di un’abitudine corrotta dall’indolenza. É così che si sentiva, un ostaggio preso durante la rapina ai suoi progetti per il futuro.

Oggi, domani, nessuna differenza; ore liquide, senza sapore, colavano incuranti come acqua lungo la parete scrostata della sua volontà. Essere alla deriva, galleggiare in un torpore senza scosse era indiscutibilmente comodo.

Ma.

Un formicolio sempre piu’ insistente in fondo ai pensieri. Ignorare i segnali e proseguire. Era la strada meno impegnativa, l’unica praticabile.

martedì 24 giugno 2014

Ciao amore, ciao

Foto di Nena80
Da qualche giorno ho realizzato che venerdì partirò per quella che involontariamente è l'ultima tappa di un percorso che la vita mi ha indicato circa un anno fa.

In ogni luogo in cui son tornata, ho ripreso qualcosa di me, lasciando lì qualcosa di noi. 

Fa parte del lutto lo so, un lutto cominciato due anni e due mesi fa, ma che elaboro solo dall'anno scorso appunto.

Si, perché te ne sei andato dalla mia vita come se fossi scomparso in un incidente, come se il destino ti avesse strappato via da me senza un motivo valido, una ragione qualsiasi; senza risposte, spiegazioni, solo un grosso punto interrogativo e milioni di domande ... e poi, un vuoto, un immenso ed incolmabile vuoto.

venerdì 20 giugno 2014

Tic e tac

Disegno di Giardino Zen

Dai, non ha importanza.

Assolutamente nessuna.
No no, non importa se ho sentito qualcuno picchiettare con le nocche sul vetro della finestra. Sicuramente è stata la mia immaginazione. D'altra parte siamo al quinto piano, come potrebbe un uomo picchiettare alla mia finestra?
Sono qui con gli occhi chiusi con le mani premute contro le orecchie per non sentire quel rumore. 

martedì 17 giugno 2014

Il filo sottile che ci univa

Starlet_eyes Photography
Muoveva la sigaretta tra le dita, mentre l’odore dei mozziconi spenti nel posacenere si mischiava con quello dell’asfalto. C’era un silenzio endemico. Tipico dei pomeriggi d’estate. Il termometro segnava trentasei gradi. Sotto a quel portico, seduto su quella sedia di plastica, tirò fuori dalla tasca l’accendino. E con un lungo tiro la accese. Tre secondi. E poi buttò fuori il fumo e tutta l’aria rarefatta rimasta nei polmoni.

Mentre fumava, battendo le dita della mano sinistra sul tavolo, in sincrono con i suoi battiti lenti, sentì aprirsi tutte le cicatrici.
Si ritrovò ancora una volta sensibilmente toccato. Segnato.

giovedì 12 giugno 2014

Spariscono e basta

Foto di NaiMarta
Non c'è niente di male.

Gloria continua a ripeterlo a se stessa, mentre attraversa il centro della città. A quest'ora Salò sembra l'ambientazione perfetta per un film: il lago nero, le luci colorate dall'altra parte della riva, il silenzio quasi magico.

Non c'è niente di male.

E allora perché questo senso di colpa? Perché si sente sporca, con i vestiti impregnati dall'odore di marijuana ed un preservativo usato nascosto nella borsetta. I signori anziani seduti sulle panchine la guardano passare e nemmeno la vedono, assorti nei loro pensieri. Ma Gloria vede in quegli occhi disprezzo per quello che ha appena fatto. 

martedì 10 giugno 2014

Chirone

ph Blulu
Il fiordaliso profuma di blu e non  di fiore; polvere e seta la consistenza come il bacio che mi hai dato nel sonno, influenzato dalle cento volte che  ho pensato a te, delicato tra le mie vesti/blu/ Ho colorato alcune ciocche  di ciano  perché  nella fretta vedessi me. soltanto. Quel gambo che oscilla tra le spighe di grano è più di banali parole. Dovrei seminare per avere/odorerai di questo fiore quando di me/ di te.

sabato 7 giugno 2014

Un travestimento perfetto

Starlet_eyes Photography
- Sei un bastardo.



Lo fissa dritto negli occhi, come se il suo sguardo potesse ridurlo ad una manciata di polvere. Odio, rabbia, delusione.

- Ti sei venduto per pochi euro e un’illusione di potere... Sei solo un parassita che succhia le vite degli altri perché non ne ha una sua. E’ stato facile per te imbucarti nella sua esistenza, vero? Un travestimento perfetto.

giovedì 5 giugno 2014

Papillon nero

Foto di Giardino Zen

Un papillon nero. Basta questo per darsi arie da aristocratico, per far pensare agli altri che sei un tipo serio. Non ho mai badato alle apparenze, ma stasera servono eccome.

Stasera, l'apparenza farà la differenza. 

Faccio un giro nell'elegante salone dell'hotel a cinque stelle che ospita la serata e noto che sono presenti un sacco di ricconi. Fra tutti i volti, però, non vedo il suo. Comincio ad innervosirmi, ma il papillon mi preme appena sotto il collo e mi ricorda di star calmo. Chissà se è questa la sensazione che sentono gli impiccati: qualcosa che preme sul collo. 

lunedì 2 giugno 2014

Scelsi me

Foto di Nena80
Successe una notte come tante altre, agitata ed infelice come ormai era normale che fosse da circa sei mesi.

Ogni giorno con la morte nel cuore e l'infelicità negli occhi mi trascinavo giù dal letto fino al bagno, il necessario per poter uscire di casa pulita e presentabile; mi ritrovavo poi in ufficio dove svolgevo il mio lavoro con apatia. Erano le uniche ore tranquille, le uniche ore dove la mia vita sembrava avere un barlume di normalità.

Durante il viaggio di ritorno verso casa, ricominciavano ad assalirmi le solite domande, le stesse da sei mesi ormai...

venerdì 30 maggio 2014

Sbarre

Foto di Nena80
Sono solo sbarre virtuali, muri di un bunker lentamente costruito negli anni, inconsapevolmente senza rendersene conto.

Ora quei muri sono altissimi, non vi sono uscite. Sulle uscite sono state poste delle sbarre. Sono sbarre robuste, inflessibili, dalle quali si può guardare fuori, ma solo da semplici spettatori. 

Sono prigioni dorate, quelle in cui ci si rifugia per caso, perchè ci si sente protetti, al sicuro, inizialmente... ma poi quando ci si rende conto che non si riesce ad uscirne diventano le nostre prigioni. 

L'incubo in cui siamo entrati spontaneamente, abbagliati da un tepore rassicurante, ed ora, ora che vorremmo uscirne, correre laggiù dove il sole splende lontano dalle nostre sbarre, non ci riusciamo, non possiamo, o semplicemente non vogliamo uscirne.

mercoledì 28 maggio 2014

L'equilibrio di un istante magico


Starlet_eyes Photography
Stava lavorando, quando iniziò a immaginare il mare. Il suo sguardo, all’apparenza irremovibile dalla magnificenza di un tramonto, si spostò verso il castello di sabbia più bello mai costruito. Mai visto.

Aspettava agitata la fine del turno. Forse avrebbero solo fatto due chiacchiere. Forse avrebbero mangiato qualcosa. O semplicemente parlato un minuto. Non importava. Qualsiasi cosa fosse, sentiva che sarebbe stata perfetta.

lunedì 26 maggio 2014

Sotto un cielo improbabile

Foto di Giardino Zen

Erano seduti su una pietra levigata da anni di venti e di lunghi inverni.

Lei guardava fisso davanti a sé il mare profondamente immobile sotto di loro; il sole pieno e violento nonostante la delicatezza del suo tepore leggero era il protagonista assoluto di quel cielo improbabile. Un cielo talmente azzurro da non potergli credere. Un cielo così, stava per forza mentendo; il sole prepotente ma precario era solo una comparsa in quella recita di mezza estate. 
Tutti i colori intorno a loro erano elevati all’ennesima potenza. Oppure erano loro ad essere assuefatti alla patina ovattante che avvolge tutto nelle opache mattine del nord est.
L’acqua era una distesa di argento liquido e il freddo era così intenso da riuscire ad intuirlo solo osservando l’immensa superficie piatta e luccicante della baia. 

sabato 24 maggio 2014

Open your mind

Illustrazione di Giardino Zen

E aprila sta mente, no?

Di che hai paura, che ci entri dentro qualcosa di brutto? Vuoi mantenerti incontaminato, lontano da un mondo che fa così schifo?
E' un peccato, perché in questo mondo ci vivi anche tu.
Non sei l'angioletto perfettino che credi di essere. E smettila di guardare tutti dall'alto in basso, dai, che sei messo peggio di loro. 

Lucia è rimasta incinta a diciassette anni, e allora? Ciò non la rende una poco di buono. La ragazzina tutta casa e chiesa che la guarda con disprezzo ne combina di tutti i colori, con il suo fidanzato. Lucia dovrà diventare una donna forte, per sé e per suo figlio. Gli sguardi di rimprovero risparmiali per il tuo specchio.

Giulio ha dodici anni e una malattia mentale. Eri troppo occupato a fissarlo come a dire "questo è pazzo" per accorgerti che sul bel disegno che teneva in mano c'era la sua firma. Quando prende in mano la matita, non c'è psicofarmaco che tenga. 

giovedì 22 maggio 2014

Ho perso la strada

Foto di Nena
Ho perso la strada anni fa, o forse ne ho semplicemente imboccato una nuova, sconosciuta piena di insidie e imprevisti, di quelle che però ti ricordano ogni giorno di essere viva. 

Non hai tempo per la noia, per le abitudini, per la routine.

Non hai tempo per perderti nella normalità, quella tanto ambita normalità dalla quale appena la si raggiunge si tenta di fuggire via.

La stessa normalità che quando non ce l'hai, rimpiangi.

martedì 20 maggio 2014

Vendesi

Starlet_eyes Photography 
Vendesi. Il cartello mezzo mangiato dalla pioggia incessante di quell’inverno infinito gli era passato davanti agli occhi centinaia di volte, ma non ci aveva mai fatto veramente caso. Era stata una giornata difficile, di quelle che ti lasciano appiccicata un’insoddisfazione densa; Luca stava rientrando dal lavoro. Un lavoro tanto odiato quanto necessario a garantirgli i soldi per pagare l’affitto di un appartamento troppo piccolo per contenere lui e la sua solitudine. 

venerdì 16 maggio 2014

Morte a colori

Olio su tela di Giardino Zen
E se la morte fosse a colori?

Stare al buio in una bara non sarebbe poi così orrendo. Il corpo sarebbe rinchiuso fra quattro assi di legno (ironico, considerando che trascorriamo gran parte della vita rinchiusi fra quattro mura. Da morti cambia solo il materiale), ma la mente potrebbe andarsene lontano, verso l'azzurro del cielo ed il verde dei campi. 

Sarebbe bellissimo, se la morte fosse a colori. Spero che lo sia davvero, perché sono stanco di starmene chiuso in questa dannata bara. 

"Basta che mi paghi la roba e non avrai mai guai con me" mi aveva detto il pusher. Però non ho seguito il suo consiglio, perché non avevo un soldo. Immagino che cinquecentomila euro siano una bella somma perfino per un riccone, ed io non potevo proprio permettermi di pagarli. Credevo che mi avrebbero picchiato per persuadermi a dar loro ciò che dovevo con gli interessi, ma non è andata così. Probabilmente si sono resi conto che non c'è la minima possibilità che io paghi, altrimenti non mi avrebbero sepolto.

giovedì 8 maggio 2014

Le nostre pareti

Foto di Giardino Zen
Vorrei abbracciarlo e ringraziarlo, dirgli che non importa ciò che è successo fra noi, possiamo andare avanti. Invece resto immobile a fissarlo mentre si muove in modo inquieto. Ho l’impressione che entrambi vorremmo dire qualcosa e stiamo zitti per gli stessi motivi. 

Ho sempre odiato le complicazioni ed ora ci sono in mezzo: vorrei parlare ma non lo faccio perché so che scatenerei reazioni che non sarei in grado di gestire e penso che per lui sia lo stesso.

Cosa succede quando dici la verità? 
Cosa succede quando ti metti a nudo davanti a un’altra persona?

Dipende da qual è la tua verità e dall’altra persona.

mercoledì 7 maggio 2014

Tasselli

Foto di Nena

C'è un momento in cui tutte le parole ti tornano alla mente e sono come un fiume in piena e non riesci a catturarle; non te ne danno il tempo, ma rimane quel guizzo nella testa, quella sensazione che molte cose siano passate di lì, legate alla tua vita, alle tue emozioni e hanno lasciato una traccia indelebile che senza accorgertene ti ritroverai a seguire e ti condurrà non si sa dove, ma non ha importanza...
Bisogna solo assecondare questa sensazione di consapevolezza, di presa di coscienza per accorgersi che qualche tassello si è sistemato al suo posto ed ora sta a te mettere gli altri.

martedì 6 maggio 2014

Cuore sverso

ph Blulu
Le tue moine da gatta infingarda impastano parole che come reti da pescatore catturano cuori di tutte le forme, ma non appena ti chiedo di salire a piedi uniti sulla bilancia, i piatti si sbilanciano per la tua assenza.
Mi volto a cercare la tua scusa e non trovo che silenzio e se cammino svelto per acchiapparti al volo tu ti svincoli, pitonessa bionda dei miei sogni, perché non sai combattere in amore. Non puoi, che tutto ti è dovuto e nulla sai concedere o barattare. Infine, quando il gioco sarà chiaro, maliosa prenderai l'arcobaleno per trasformarlo in dardo con cui colpirmi dolcemente. E il saperlo non fa che colmarmi di agonia senza mettere a tacere tutto il mio amore sverso.

mercoledì 30 aprile 2014

Se rallento

Foto: Giardino Zen
Centoquaranta.

Sto guidando ad una velocità folle, deliziato dal rumore del motore su di giri, dalle luci della galleria che si susseguono velocemente. 


Luce. E poi subito ombra, nei tratti non direttamente illuminati. Sembra tutto facile,  quaggiù.
Niente casini con il lavoro, niente scenate della fidanzata. Solo la velocità. L'asfalto. Le pareti della galleria. Lo spazio è chiuso, ma non mi rende claustrofobico. Tutt'altro. Sono pervaso da un senso di onnipotenza. Nessuno può fermarmi.

martedì 29 aprile 2014

Bisogna far caso alle giornate di Sole

Illustrazione: Giardino Zen
La disoccupazione lo aveva intrappolato in una rara, sgradevole, specie di stato depressivo all’apparenza insanabile, dovuto ad uno stato mentale davvero chiuso e contorto.
Quel giorno fu il frigorifero a costringerlo a uscire. O meglio, il vuoto. Non c’era più nulla da mangiare. Né da bere. Restavano solo due scatolette di tonno nel pensile della cucina, in alto a destra, che facevano da scorta di sopravvivenza. E un tubetto di Ketchup rinsecchito e scaduto, sul lavandino, in attesa del suo finale scritto, nello smistamento rifiuti. Che altro che sopravvivere, quello probabilmente poteva uccidere.
Erano giorni, ormai, che vegetava all’interno del suo appartamento.
Galleggiava nell’ossigeno polveroso di quella dimora, imbrattata di tensione e alterazioni.
Di fitte, sconforto e frustrazione.

lunedì 28 aprile 2014

Il niente che ho dentro

Non ho niente da dire. 
Dico sul serio, assolutamente niente.
Spero basti la mia faccia a far capire tutto. E se non sarà così? Se si vuole essere compresi bisogna parlare, spiegarsi, dire un sacco di blablabla che alla fine non servono a niente. Però bisogna dirli.

Altrimenti addio, sei chiuso fuori. Come posso pretendere che gli altri mi vengano incontro se non parlo?
È tutta colpa tua, Lorenzo, che non apri mai la bocca.
È che forse non ho niente da dire, davvero.
E allora cos'è quel nodo che senti all'altezza dello stomaco.
Niente.
Cosa vedi con quel tuo sguardo perso?
Niente.
O forse niente è la parola giusta per definire tutto ciò che mi passa per la testa. Ricordi sbiaditi che mi camminano per la mente, comparendomi davanti agli occhi all'improvviso, come flash.

giovedì 24 aprile 2014

Ho preso le stelle dai tuoi occhi

Starlet_eyes Photography
Ogni cosa segue il suo naturale processo. C’è il continuare. L’eliminazione. Ci sono le svolte. I fermi immagine. C’è quello che è sempre stato e che rimarrà per sempre.

Sono stati i tuoi sorrisi a farmi questo. E’ stato tutto quello che hai detto. E’ stato tutto quello che ho creduto possibile.

Era. Tutto. Vero.
O era tutto.
Solo. Semplicemente. Pura. Utopia.

Ricordo la prima volta che ti ho vista. Mi ricordo bene la tua testa, mentre la mia smise di funzionare.
Ti fissai. Mentre il tempo smise di esistere. Non riuscivo a credere a quello che avevo trovato. Nulla più poteva abbattermi. Tranne te. Eccetto te.

mercoledì 23 aprile 2014

Il tempo di uno sguardo

Illustrazione e foto: Giardino Zen
Uno zaino sulle spalle e un gran casino in testa. 
Sperava di non averla fatta troppo grossa, stavolta.
Nadia si dovette fermare vicino ad un cassonetto per riposarsi un po'. Aveva corso per almeno due chilometri ad una velocità folle, nella speranza che non la prendessero.
"E infatti non mi hanno beccata" pensò con una certa soddisfazione, boccheggiando per la fatica.
Si tolse lo zaino e lo poggiò sul marciapiede. Le bombolette al suo interno si scontrarono, producendo un rumore metallico. Nadia sorrise.

martedì 22 aprile 2014

Una musica inedita

Starlet_eyes Photography
Sofia adorava la sensazione di affondare le mani nella pasta del pane in divenire, ancora collosa e plasmabile; lo faceva con un rispetto quasi religioso, era sempre incredula davanti alla trasformazione di un pugno di farina e di poca acqua in qualcosa di completamente nuovo. Impastare la faceva sentire bene, le toglieva di dosso la fatica e la noia di un'esistenza banale, mediocre, che durante rari momenti di grazia sfiorava addirittura un riflesso di tranquilla rassegnazione. Per questo motivo odiava essere interrotta mentre preparava il pane.

Sofia aveva ignorato i primi quattro, cinque squilli del telefono. Richiameranno, pensava.
Ma quel suono penetrante non aveva intenzione di smettere.

- Pronto.

Due sillabe, un proiettile di rabbia compressa. Dall'altra parte solo dei singhiozzi, nemmeno una parola.

- Pronto. Mamma?

sabato 19 aprile 2014

Era un giorno qualunque per il resto del mondo

Starlet_eyes Photography
Le sue mani. A volte le capitava di sognarle ancora. 

La prima volta che l'aveva visto al colloquio, in giacca e cravatta, aveva subito notato che quelle mani stridevano con l'immagine di sé che lui aveva confezionato con cura per l'occasione. Mani adulte, mani capaci di toccare indifferentemente l'immondo e il sublime, mani da bassista, mani che alla fine non l'avevano toccata.

Dimenticami, le aveva detto. Gliel'aveva ripetuto mille volte, ma i ricordi non si possono cancellare a comando. Non siamo programmati per occultare memorie, come cadaveri nel bagagliaio di un'auto. 

venerdì 18 aprile 2014

Tutto l'amore che ci sfiora

Starlet_eyes Photography 
In quella storia, in quel pezzo di vita, c’era stata con tutta se stessa. 


Aveva deciso di provare a trovare una nuova configurazione ideale. Invano. Almeno per ora. Cercando di accantonare il suo dolore. Cercando di far finta di sentire e assaporare la nuova felicità della sua parte mancante, di un amore dissipato, lontano.

Stavano seduti uno di fronte all’altra e mangiavano lentamente. Lei saziava concitatamente la sua fame nervosa, senza quasi proferire parola. Giorgia non riusciva a dire proprio nulla. Odiava quella sensazione. Sentirsi soli mentre si sta con qualcuno è peggio che essere soli mentre si è realmente soli.

mercoledì 16 aprile 2014

Cadono le carte

Starlet_eyes Photography 
Rigiro continuamente le due carte fra le mani, cercando di capire quale strana magia faccia sì che siano esattamente lo specchio di ciò che succede nella vita.


La regina di cuori guarda verso sinistra con aria imbronciata, mentre il re di cuori la fissa. Nemmeno lui ha un'espressione serena. Giro ancora le carte, le cambio di posizione. Niente, non si guardano mai. Per quanto tenti di aiutare i loro occhi ad incontrarsi, uno dei due sposi ignora l'altro che lo fissa. 

Al posto di quei due potremmo esserci io e Giada. 

Abbiamo trascorso assieme tre anni, passati a rincorrerci come due bambini che giocano nel parco sotto casa. Ad un certo punto, però, ho smesso di correre. Non l'ho fatto perché lei mi raggiungesse, al contrario. Fosse stato per me, non avrei mai messo fine a quel gioco. Il fatto è che mi hanno arrestato.

sabato 12 aprile 2014

Il fabbricante di sogni

Starlet_eyes Photography
Di solito, era il suono appuntito della sveglia a intervenire sul suo sonno. Prima di liberarsi dalla morsa di Morfeo, si rotolava per numerosi minuti sotto alle coperte, cercando di dilatare il tempo.

Quella mattina si svegliò all’alba. Improvvisamente. Passò dal nero al bianco in una manciata di secondi. Fu come succede al cielo, quando al mattino inizia a schiarire. Non c’è un’ora precisa per l’alba. C’è l’universo e quello che accade spontaneamente. C’è quello che l’universo, ogni giorno, sceglie di essere. 

martedì 8 aprile 2014

Il pensiero fa un passo indietro

Starlet_eyes Photography
Il pensiero fa un passo indietro. 
La loro amicizia per lei è stata sempre molto importante, intoccabile. 
Non era un'amicizia comune, lui era la sua cosa.

Bello fuori e dentro, bello in ogni sua sfaccettatura. La stima profonda e sincera che riversava in lui. Una delle poche donne della sua vita che lo apprezzava per quello che era, che non andava oltre la sua anima. Lo conosceva più di quanto lui stesso pensasse. Capiva i suoi silenzi, le molteplici sparizioni e le parole taglienti che ogni tanto usava. Lo difendeva di fronte alle persone che lo consideravano instabile. Lei vedeva oltre. Riusciva a vedere in lui quella luce che appartiene a pochi.

martedì 1 aprile 2014

Cicale

ph Blulu
Rispondendo alla domanda di un avventore del locale, alla sua terza birra ghiacciata
e al mio secondo Barbancourt:

"La mia vita, sssì, come in altalena: avanti e indietro tutti i giorni, da casa al locale e viceversa, da buone cose a cose cattive, da menefreghismo difensivo a sofferenza per empatia. E così via. 
Un velo di cipria per nascondere la stanchezza. Fiori sulle corde per non sentire il dolore dei polsi lacerati. Un sorriso rouge chanel per accogliere i clienti. Un mondo immaginario per digerire il reale. Come Giulietta, appunto..."

Lui fa spallucce e torna al suo tavolino.

Mi offrono da bere, fanno domande lievi aspettando in cambio un numero e la chiave della mia mansarda, invece  trovano  parole a cui non sono abituati, demordono, non sono capaci di spontanea lievità. Sono banali, prevedibili e spesso stancanti.
Invece una sera.

lunedì 31 marzo 2014

L'illusione di polvere


Starlet_eyes Photography
Avevano discusso per l’ennesima volta. Il punto era sempre lo stesso. Impossibile arrivare a un dunque, o trovare una soluzione. I pezzi rimasti, disintegrati, riempivano il pavimento di quella stanza. Piena di urla. Di rabbia. Di pentimenti. Di ritorni. Di infiniti puntini di sospensione che sostituivano una fine già scritta, forse, anni prima.

La fine. Di tutto. L’assurdo epilogo.

Perché era la parola che rimbombava, con più frequenza, nel cervello di Lauren. Quello che restava, era un cuore in frantumi. Era appena tornata da scuola e, ovviamente, non aveva nemmeno fame.

- Per favore. Parliamo. Cerca di capirmi. Non mi rendo nemmeno conto di quello che faccio, di quello che dico. Non posso credere che tutto questo stia succedendo. Perché? Ti prego, aiutami a capire perché..