venerdì 29 maggio 2015

Vedo che porta gli occhiali


Forza, ragazzi. La lezione è appena cominciata, tutti seduti. Oggi si parla d’arte.

La prima cosa che c’è da sapere sull’arte è questa: l’arte non è una cosa preziosa che va risparmiata.

È una cosa preziosa che rende più prezioso ciò su cui si posa. Non è il denaro che va conservato nelle banche. 

È come le stelle: più ce ne sono più il cielo è bello.

Perciò, nessun oggetto deve sfuggire all’arte: dipingete la spazzatura, poetate sulle cimici.

Ciò non diminuirà il loro tanfo, ma lo renderà virtù. 
Perché l’arte non cambia l’essenza del mondo, ma la esalta. 

Non ritraetele trasponendo ciò che i vostri occhi vedono sulla tela, non è abbastanza.

martedì 12 maggio 2015

Gocciolò anche il cielo


Illustrazione di Gianni Da Pozzo
Foto di valentinanonseitu

La sua piccola mano raccolse un mazzetto di fiori, un grazioso presente da donare alla sua mamma che, all’ombra di un olmo leggeva.

Margherite per lei e minuscole viole profumate per suo padre, un uomo possente e fragile, con il volto segnato da 40anni di vita inquieta e due piccole fossette ai margini della bocca comparse quando era nata lei.

Rosalba, così l’avevano chiamata, il nome di un fiore delicato e forte, il cui profumo fluisce e rimane sospeso nell’aria sinché il vento non lo disperde e come il richiamo alle prime luci del mattino, prima del levar del sole.
Quel momento magico dove tutto dorme ancora e il tempo scorre assopito tra banchi di aria densa e sincera.

giovedì 7 maggio 2015

Quattro lunghe stagioni


Foto di valentinanonseitu
..che fretta c’era, maledetta primavera..

La radio trasmetteva quella vecchia canzone su frequenze disturbate, all’interno del BAR GINO la cameriera canticchiava il ritornello mentre puliva il bancone.

Maledetta davvero, primavera di merda!

Seduta ad un tavolino del locale, davanti ai resti della colazione, per la prima volta si trovò in accordo con qualcuno.

Chiese il terzo caffè e aspettò ancora, minuti infiniti che diventarono ore.

Fuori la città si svegliava, correva e si assopiva nella pausa pomeridiana, lei guardava dai vetri unti la vita che le passava accanto e il sole disegnava i contorni del suo passato.