venerdì 26 giugno 2015

Solo interminabile attesa

Foto di valentinanonseitu
- Ha una sigaretta?
- No - lei rispose frettolosamente senza neanche alzare lo sguardo, poi fece uno sforzo sovrumano per accantonare i suoi pensieri, esalò l’ultima nuvola di fumo, buttò la cicca per terra e rivolse gli occhi a quella voce.
Vide un uomo di mezza età, vide una figura di spalle che si allontanava con passi lenti e  incerti, una testa arruffata e sporca e vestiti logori e demodé.
- Scusi - alzò la voce quel tanto che basta per non disturbare i pendolari ancora assonati.

lunedì 15 giugno 2015

Arcobaleni di punti di non ritorno

Starlet_eyes Photography

Fuori faceva freddo. Era il primo di maggio ma dopo un accenno di primavera, la pioggia e i cieli grigi erano tornati a contestualizzare le sue giornate, come per assomigliare al suo umore.


Il disordine che lo circondava era di una dimensione disarmante.

In pochi attimi, in tutto quel grigio riusciva a vedere dei colori. Ma quelli, a suo dire, erano solo arcobaleni di punti di non ritorno. 

Tutti i castelli che provava a costruire, li costruiva con una mano, mentre con l’altra ne abbatteva altri.
Era un periodo così. Di quelli in cui le energie si disperdono. Non riusciva a tenere l’attenzione sulle cose, di qualsiasi origine queste cose fossero. La distrazione lo rapiva mentre camminava, mentre guidava o cucinava; mentre lavorava. Mentre andava e mentre tornava.

Lei splendeva e tirava su il suo cuore, come la luna tira su il mare. 

lunedì 8 giugno 2015

Come una gatta sterile

Foto di valentinanonseitu
- Chi sei?

Questa domanda le rimbalzava nella testa e come una nenia antica la ipnotizzava lì, davanti allo specchio.

-Ti ho chiesto chi sei? Nessuna risposta.

Lei scrutava con occhi stanchi, quella sua immagine riflessa che non le apparteneva più, lei esaminava con occhi inquisitori ogni centimetro di pelle cedevole, ogni rotolo di carne in eccesso, ogni ruga, quel ventre molle che la faceva sembrare una gatta sterile e quelle labbra strette, tirate, chiuse come chi da tempo non sa più sorridere.

- Ti prego smettila - si ripeteva piano ma quel pianto vicino diventava sempre più forte in un crescendo di disperazione e fame.