venerdì 5 febbraio 2016

L'assenza di tutto


Foto di valentinanonseitu
Non aveva mai saputo cosa volesse dire amare, non fino a quando vide il cielo incontrare l’oceano, i raggi del sole illuminare anche il più piccolo angolo buio delle alte scogliere, non fino a quando il vento finì di trasportare il suo penetrante profumo. 

La sua mente credeva fermamente, nella più cieca irrazionalità, che tutta questa meraviglia fosse stata creata su misura solo per lei, pronta ad essere indossata sopra la sua pelle nuda come un caldo e pesante cappotto di lana cardata a mano.
Sì, proprio così, l’orizzonte sconfinato e crudo l’avvolgeva dolcemente e donava al suo cuore quel calore che per troppo tempo le era stato negato, quel cuore contuso e stanco, esposto alle intemperie di una vita e lapidato da stupide regole sociali che l’avevano fatta sentire sempre più sola. 


Ora era viva
Come un fiume in piena che ha trovato finalmente la forza di rompere gli argini, era esplosa in tutta la sua magnificenza travolgendo qualsiasi cosa o essere, senza lasciare superstiti. 

Ora c’era lei
Immersa in questo scenario desolato e sincero. Nessuna scusa da inventare o difesa da preparare, nessun artificio o abbellimento, nessun orologio nel panciotto da guardare con lancette sempre troppo svelte cui correre dietro. 

Niente, il nulla, l’assenza di tutto e la presenza maestosa di una Natura che ti chiede in cambio solo un respiro. Così fece, inspirò il più a lungo possibile trattenendo per se quel momento, poi espirò, sentii il suo fiato perdersi e confondersi tra i verdi fili d’erba bagnati. Scattò una foto e attese, senza urgenza, che si sviluppasse l’istantanea. 

Strinse tra le dita quel piccolo ricordo e lo datò - 14 gennaio 2016, io sona nata qui-