mercoledì 5 aprile 2017

Una tazza di te nero

Foto di valentinanonseitu
Anna si sentiva leggera.

Finalmente dopo un anno aveva deciso di oltrepassare il buio, di sfondare quelle mura che tanto l’avevano tenuta imprigionata in quel luogo solitario, angusto, troppo stretto anche solo per alzarsi in piedi e muovere un passo. 

Era stata rannicchiata per così tanto tempo che ora aveva voglia di camminare, senza meta, nonostante i muscoli atrofizzati le facessero male.

Un giorno si era svegliata e da un piccolo foro nel muro aveva visto la luce. Un raggio debole e fioco, una speranza.

Così aveva raccolto a sé tutte le forze rimastale e spinto con inaudito vigore quelle pietre consumate e grigie. Non era stato poi così difficile, era bastato decidere di farlo, volerlo con ogni cellula del suo corpo e i massi, si erano sgretolati come meringhe calde appena sfornate.

Certo, la similitudine sembrava abbastanza ardita ma aveva una gran fame!